
La seduta del 26 agosto 2026 a Wall Street è caratterizzata dall’attenzione degli investitori verso Nvidia, uno dei principali protagonisti della crescita legata all’intelligenza artificiale. Il titolo NVDA, quotato al Nasdaq, si muove in territorio negativo dopo il rimbalzo registrato nella seduta precedente, mentre il mercato valuta l’elevato livello delle aspettative sulla domanda di semiconduttori, infrastrutture per data center e sistemi destinati all’elaborazione dell’intelligenza artificiale. L’andamento di Nvidia viene seguito anche per le possibili ripercussioni sul comparto tecnologico e sugli indici statunitensi, considerato il peso della società nel mercato azionario americano.
Alla rilevazione delle 16:55 CEST circa, corrispondente alle 14:55 UTC, il titolo Nvidia quotava 211,12 dollari, in calo dello 0,91% rispetto alla chiusura precedente di 213,05 dollari. La società aveva aperto a 212,42 dollari e, nel corso della seduta, aveva registrato un minimo di 210,09 dollari e un massimo di 213,60 dollari. La quotazione si trovava quindi nella parte bassa dell’intervallo giornaliero, segnalando una prevalenza delle vendite nel breve periodo. Al momento della rilevazione non risultavano ancora disponibili dati relativi alle contrattazioni after-hours.
La seduta precedente aveva visto Nvidia chiudere a 213,05 dollari con un rialzo del 2,19%, interrompendo una sequenza negativa di sette sedute. Il recupero aveva riportato il titolo sopra la soglia psicologica dei 210 dollari, ma la successiva debolezza ha mostrato che il mercato non ha ancora trovato una direzione definita. Il movimento odierno si è sviluppato all’interno della fascia compresa tra 210,09 e 213,60 dollari, con il minimo giornaliero a rappresentare il principale riferimento della sessione e il massimo a delimitare l’area superiore del range. Il quadro resta quindi caratterizzato da una fase di consolidamento, con una moderata pressione venditrice e un atteggiamento prudente da parte degli operatori.
Sul grafico rimangono osservabili anche alcuni livelli delle sedute precedenti. L’area di 208,48 dollari coincide con la chiusura del 24 agosto, mentre 207,25 dollari corrisponde al minimo della stessa giornata. Al rialzo, il massimo del 25 agosto è stato raggiunto a 214,73 dollari, mentre la fascia compresa tra 218,40 e 218,75 dollari rappresenta un’area di massimi recenti. Questi riferimenti aiutano a ricostruire l’ampiezza dei movimenti registrati dal titolo nelle ultime sessioni, ma non costituiscono indicazioni operative.
Le stime disponibili per il secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 indicano ricavi attesi nell’ordine di 92,27 miliardi di dollari e un utile per azione diluito di circa 2,09 dollari. Il dato sui ricavi si colloca al di sopra della guidance precedente della società, pari a 91 miliardi di dollari con una variazione indicativa del 2%. Il calendario finanziario verificato associa il secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 al periodo terminato il 31 luglio 2026 e indica come già pubblicati i risultati del primo trimestre fiscale 2027, diffusi il 20 maggio 2026. Per questo motivo, il riferimento a una pubblicazione dei risultati “prevista dopo la chiusura” non viene mantenuto in questa versione, poiché non risulta coerente con i dati verificati.
L’attenzione del mercato resta comunque concentrata sulla traiettoria futura del business dell’intelligenza artificiale. Gli investitori osservano l’evoluzione degli ordini da parte dei grandi fornitori di servizi cloud, la domanda di sistemi destinati ai data center e la capacità di Nvidia di sostenere ritmi di crescita molto elevati. Eventuali differenze tra i risultati effettivi, le stime degli analisti e le indicazioni del management possono avere un impatto significativo sulla volatilità del titolo e sul sentiment dell’intero comparto tecnologico. La rilevanza di Nvidia nei principali indici statunitensi rende inoltre il titolo un osservato speciale anche per l’andamento dell’S&P 500 e del Nasdaq 100.
Il CFD su Nvidia offerto da Pepperstone segue l’andamento del titolo NVDA quotato sul Nasdaq, ma può presentare differenze marginali rispetto al sottostante a causa dello spread applicato dal broker, degli eventuali costi di finanziamento overnight e delle specifiche modalità di quotazione della piattaforma. Nelle fasi caratterizzate da elevata volatilità possono inoltre verificarsi gap di prezzo, slippage e ampliamento degli spread. L’analisi ha finalità esclusivamente informative e non costituisce una raccomandazione di investimento. I CFD sono strumenti a leva e comportano un rischio elevato di perdita rapida del capitale.

Il petrolio registra una delle sedute più negative delle ultime settimane, con il Brent che scende intorno agli 85,50-86 dollari al barile e il WTI che testa l’area degli 80 dollari. Il Brent ha perso oltre il 2% nella giornata di oggi, portando il calo settimanale vicino al 9-10%, la peggiore performance da giugno.
La causa principale è la distensione geopolitica: le notizie di un quadro congiunto tra Iran e Oman per garantire una navigazione più sicura nello Stretto di Hormuz hanno ridotto il premio al rischio che aveva sostenuto i prezzi nelle settimane precedenti. Il mercato sta passando da uno scenario di disruption prolungata a uno di parziale riapertura e accordi negoziati, con una probabilità inferiore di escalation militare.
Sul piano tecnico, il Brent ha rotto al ribasso la trendline rialzista e il supporto a 86,76 dollari, scendendo sotto le medie mobili a 50 e 100 periodi (rispettivamente 89,74 e 88,76 dollari). L’RSI a 4 ore è in territorio ipervenduto (intorno a 29), il che rende possibile un rimbalzo tecnico, ma il trend di breve rimane bearish sotto 86,76 dollari. I supporti immediati sono a 83,30, poi 80,62 e 78 dollari; le resistenze sono a 86,76, 88,76-89,74 e 90,60 dollari.
L’oro è in fase di correzione dopo aver toccato ieri un massimo a tre mesi vicino ai 4.697 dollari l’oncia. Nella seduta di oggi lo spot viaggia intorno ai 4.624-4.633 dollari, in calo dello 0,4-0,75% rispetto alla chiusura precedente.
La pausa del rally è legata alla cautela degli investitori in vista del dato PCE (Price Index delle Spese per i Consumi Personali) di luglio, l’indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve, e degli interventi dei banchieri centrali al simposio di Jackson Hole. I rendimenti dei Treasury in calo hanno però fornito un supporto di fondo al metallo, limitando le perdite.
Dal punto di vista tecnico, l’oro rimane in trend rialzista sul timeframe a 4 ore, con una struttura di higher highs e higher lows. Il prezzo è sopra il ritracciamento di Fibonacci al 23,6% e consolida sotto la zona di resistenza 4.670-4.700 dollari. Una chiusura chiara sopra 4.700 dollari potrebbe aprire la strada verso 4.800 dollari, mentre un break deciso sotto 4.624 dollari sposterebbe l’attenzione su 4.495 e poi 4.435 dollari, livelli di supporto chiave.
I pivot points classici indicano un pivot a 4.643,72 dollari, con primi supporti a 4.639,05 e 4.629,72 dollari e prime resistenze a 4.653,05 e 4.657,72 dollari. Gli indicatori tecnici mostrano un RSI a 14 periodi intorno a 41-53, segnale di neutralità con leggera pressione venditrice di breve.
La coppia EUR/USD si muove in un range compatto intorno a 1,1660-1,1674, con variazioni minime nell’ordine dello 0,05-0,10%, mentre il mercato forex attende segnali più chiari dalla macroeconomia statunitense. Il tasso attuale è intorno a 1,1663-1,1664 dollari per euro, dopo cinque sedute consecutive di correzione al ribasso dal massimo di 1,1695 dollari.
I livelli tecnici chiave indicano un pivot a 1,1674 dollari, con primo supporto a 1,1637 e primo resistance a 1,1707. Altri analisti individuano supporti a 1,1645 e 1,1595 dollari e resistenze a 1,1680 e 1,1715 dollari. Una rottura sotto 1,1640 dollari segnalerebbe un indebolimento della pressione compratrice, mentre un break sopra 1,1680-1,1700 dollari potrebbe riaprire la strada verso 1,1750-1,1800 dollari.
Il momentum di breve è misto: il VWAP giornaliero è bearish, ma quello settimanale rimane bullish, segnalando che il trend di fondo è ancora orientato al rialzo. Gli indicatori tecnici mostrano segnali negativi emergenti, con il prezzo che fatica a superare la resistenza a 1,1710-1,1715 dollari.
I futures statunitensi si muovono in ordine sparso nella seduta di oggi: il Dow Jones è leggermente positivo (+0,06% a 53.677 punti), l’S&P 500 è pressoché piatto (-0,01% a 7.684 punti) e il Nasdaq 100 è in calo (-0,21% a 29.216 punti). I mercati azionari USA hanno chiuso in rialzo ieri, con il Nasdaq +0,66% a 26.151 punti, l’S&P 500 +0,32% a 7.677 punti e il Dow Jones +0,30% a 53.577 punti.
Il sentiment è di attesa: gli investitori restano in disparte in vista di due eventi macro fondamentali, il dato PCE di luglio (atteso alle 12:30 GMT) e gli earnings di Nvidia dopo la campanella. Il dato sull’inflazione è cruciale per le aspettative sui tassi della Federal Reserve, mentre Nvidia rappresenta il termometro della spesa in intelligenza artificiale.
Sul piano tecnico, l’S&P 500 ha un pivot a 7.617,77 punti, con primo supporto a 7.488,47 e prima resistenza a 7.722,34 punti. Il livello settimanale bull/bear è a 7.620 punti: sopra questo livello il target è 7.870 punti, sotto 7.580 punti il target è 7.490 punti. Il momentum di breve è bullish, con il prezzo che potrebbe fare un pullback verso il pivot prima di risalire verso la prima resistenza.
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