
Il Nasdaq 100 ha accelerato il suo rally rialzista nella seconda settimana di maggio 2026, superando i 29.000 punti e chiudendo a 29.234,99 l'8 maggio, con un balzo del 2,35% in quella sessione, estendendo il guadagno del 20% dai minimi di fine marzo. L'area di consolidamento di aprile tra 26.500 e 26.700 sui CFD Pepperstone (NAS100 su TradingView) è ormai un ricordo, mentre i 27.000 punti si confermano supporto dinamico chiave di breve termine.
Dopo aver rotto con forza la resistenza 26.500-26.700, l'indice ha puntato a nuovi massimi storici, con gli operatori che ora mirano a estensioni verso 30.000 punti in caso di prosecuzione del trend, supportati da analisi che indicano target a 28.000 come step intermedio. Tuttavia, la velocità del movimento espone il mercato a pullback profondi, potenzialmente fino al supporto 27.800-28.000, innescati da prese di profitto sulle Big Tech o da spike nei rendimenti dei titoli di Stato USA.
La Federal Reserve ha mantenuto il corridoio dei Fed Funds al 3,50%-3,75% nelle riunioni di marzo e aprile 2026, con l'ultima decisione del 29 aprile che ha visto dissenso interno (8-4), riflettendo un approccio data-dependent amid inflazione persistente. I Non-Farm Payrolls di aprile, diffusi l'8 maggio, hanno mostrato +115.000 posti di lavoro (sopra attese di +62.000-165.000), con salari orari +0,2% m/m, ma tassi di disoccupazione stabile al 4,3% e segnali di rallentamento nel settore privato.
Il deflatore PCE core è salito al 3,5% annuo a marzo 2026, il più alto dal 2023, con dati di aprile attesi il 30 maggio che potrebbero ritardare tagli ai tassi, comprimendo i multipli growth. Il rendimento del decennale USA si attesta al 4,38% all'8 maggio, in lieve calo dal picco di 4,45% del 4 maggio, rendendo il Nasdaq 100 vulnerabile data la sua sensibilità alla duration dei flussi IA.
La stagione degli utili Q1 2026 sta fornendo conferme: le mega cap tech come Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon hanno annunciato capex IA cumulativi per 650-700 miliardi di dollari nel 2026, con Nvidia che guida il boom semiconduttori e supera i 5.000 miliardi di market cap. Tali investimenti in data center e cloud mantengono viva la narrativa rialzista, ma guidance deboli potrebbero innescare rotazioni settoriali verso i 28.000 come resistenza immediata.
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All’ultima chiusura settimanale utile, l’8 maggio 2026, il Nasdaq 100 cash ha archiviato la sessione in area 29.235 punti, con un progresso di circa il 2,35% e nuovi massimi storici segnati in intraday poco sotto i 29.250 punti. La progressione partita dai minimi di fine marzo, costruiti tra 22.500 e 23.500 punti, ha determinato un recupero superiore al 25% in poche settimane, in un contesto dominato da una sequenza ordinata di massimi e minimi crescenti. In questo quadro, la fascia 26.000–26.200 punti, corrispondente ai vecchi massimi di ottobre 2025, si conferma oggi come supporto strategico di medio‑lungo periodo, mentre l’area 26.800–27.000 punti resta il primo baluardo difensivo su eventuali fasi di correzione più tattica.
L’intonazione di fondo rimane chiaramente rialzista: ogni ritorno verso l’area 27.000 punti viene finora assorbito in tempi rapidi da flussi in acquisto, coerenti con strategie di buy‑the‑dip tipiche delle fasi di trend maturo ma ancora strutturalmente sano. Sul lato superiore, con il superamento deciso dei 28.000 punti e l’allungo oltre 29.000, le resistenze di riferimento si collocano ora tra 29.500 punti e la soglia psicologica dei 30.000 punti, che rappresenta il prossimo potenziale target in caso di ulteriore estensione del movimento.
Sotto il profilo dinamico, la Media Mobile semplice a 50 periodi su base giornaliera sul Nasdaq 100 conferma la robustezza del trend primario rialzista. Dopo aver accompagnato il riassorbimento della correzione del primo trimestre, la MM50 ha cambiato pendenza in modo netto e transita ora in area 25.200–25.400 punti, ben al di sotto dei prezzi correnti oltre 29.000 punti, generando uno spread superiore ai 3.500 punti tra quotazioni e media. Questo differenziale così ampio fotografa un mercato in evidente stato di forza, ma allo stesso tempo in condizione di marcata estensione, dove eventuali pull‑back di alcune migliaia di punti potrebbero risultare del tutto fisiologici senza mettere in discussione l’impostazione rialzista di fondo.
In termini operativi, la tenuta della MM50 rimane un discrimine cruciale: finché il Nasdaq 100 manterrà chiusure giornaliere sopra l’area 25.200–25.400 punti, il bias di medio periodo resterà favorevole al mantenimento di posizioni long o alla ricerca di nuovi ingressi su fasi di debolezza. Solo un ritorno strutturato e confermato al di sotto di questa fascia riaprirebbe scenari di correzione più profonda, con possibili test dell’area 24.000–24.500 punti, al momento però ancora lontani dal quadro attuale.
L’applicazione di una Regressione Lineare ai movimenti degli ultimi mesi colloca l’intera gamba rialzista del Nasdaq 100 all’interno di un canale ascendente ben definito, con una pendenza tornata decisamente positiva dopo le incertezze di inizio anno. I prezzi si muovono stabilmente nella metà superiore del canale, in progressivo avvicinamento alla banda alta, coerente con il superamento dei 28.000 punti e l’aggiornamento dei massimi oltre 29.000 punti. In questo scenario, le proiezioni dinamiche del canale indicano un’area compresa tra 29.500 e 30.000 punti come prossimo obiettivo tecnico di rilievo, in linea con la soglia psicologica tonda.
Questa collocazione nella parte alta del canale evidenzia una forza relativa elevata, ma invita anche alla prudenza sugli eccessi: più i corsi restano a ridosso della banda superiore, maggiore diventa la probabilità di un movimento di mean reversion verso la linea centrale del canale, soprattutto in presenza di eventuali breakout falliti sui nuovi massimi. Un rientro verso la porzione mediana, pur potendo risultare brusco nel breve termine, sarebbe tuttavia tecnicamente compatibile con la prosecuzione del trend rialzista, trasformando un’eventuale fase correttiva in una semplice pausa di consolidamento.
Sul fronte del momentum, gli oscillatori restituiscono il quadro di un equilibrio sempre più delicato tra forza e ipercomprato. L’RSI a 14 periodi su base daily si mantiene stabilmente sopra 70, in area 75–77, segnalando una condizione di ipercomprato coerente con un rally tanto intenso quanto veloce. La lettura dello Stochastic RSI su parametri veloci (3,3,14,14) si colloca in prossimità di 90, a conferma di un mercato di breve fortemente surriscaldato e concentrato nella parte alta del range di forza relativa. Questo setup indica un indice estremamente tonico e sostenuto da volumi significativi, ma anche esposto al rischio di un consolidamento o di una correzione tecnica funzionale a scaricare gli eccessi accumulati nelle ultime settimane.
L’assenza, finora, di divergenze ribassiste marcate tra prezzi e RSI suggerisce che il movimento non sia stato esclusivamente di natura speculativa, ma accompagnato da una partecipazione diffusa degli operatori istituzionali e retail. Rimane tuttavia ampio lo spazio di riaggiustamento degli indicatori: eventuali shock negativi, che si tratti di dati macro deludenti, guidance più caute da parte delle Big Tech o di un rapido rialzo dei rendimenti dei Treasury USA, potrebbero innescare fasi di repricing altrettanto rapide, favorendo la formazione di massimi di periodo prima di una correzione più strutturata.
La price action giornaliera aggiunge ulteriori elementi di lettura. In corrispondenza dei test dell’area 26.800–27.000 punti ad aprile, si sono osservate candele con evidenti upper shadow e configurazioni assimilabili a Shooting Star, a testimonianza di prese di beneficio su ogni tentativo di strappo rialzista. I ritorni verso 26.500 punti sono stati più volte difesi da Hammer e Pin Bar rialziste, segnali di una componente buy‑the‑dip ancora estremamente reattiva. Nelle più recenti sedute di allungo oltre i 28.000 punti e verso i 29.000 punti, la price action mostra una prevalenza di barre dal corpo pieno con chiusure nella parte alta del range, tipiche delle fasi di breakout direzionale, alternate ad alcune sedute di tipo Spinning Top o Doji che indicano una temporanea indecisione in prossimità della banda superiore del canale di regressione.
La combinazione di RSI in ipercomprato, Stochastic RSI su livelli estremi, prezzi a ridosso della parte alta del canale e pattern intermittenti di indecisione delinea uno scenario in cui la direzione di breve rimane formalmente rialzista, ma il rapporto rischio/rendimento per nuovi ingressi long a mercato tende a deteriorarsi. In questa fase, risulta più coerente un approccio basato sull’attesa di pull‑back verso i supporti tecnici chiave in area 27.000 punti e, in estensione, verso la fascia 26.000–26.200 punti, che rappresentano livelli potenzialmente interessanti per chi cerca punti di ingresso con un profilo di rischio più equilibrato rispetto alle attuali quotazioni in area 29.000 punti.
L’attuale configurazione tecnica del Nasdaq 100 si inserisce in un quadro macro che resta determinante per la direzione dei listini azionari statunitensi. Il Federal Open Market Committee della Federal Reserve ha mantenuto il tasso sui Fed Funds nel range compreso tra 3,50% e 3,75% nell’ultima riunione di fine aprile 2026, proseguendo la fase di pausa iniziata dopo i tagli del 2025. Il messaggio ufficiale rimane improntato a un approccio data‑dependent, con l’istituto guidato dall’attuale leadership che riconosce “progressi modesti” sul fronte inflattivo ma preferisce attendere segnali più chiari prima di procedere con eventuali ulteriori allentamenti.
Sul fronte dei prezzi, il dato di Personal Consumption Expenditures (PCE) di marzo 2026, pubblicato il 30 aprile, indica un aumento del PCE price index del 3,5% su base annua, mentre l’indice PCE core – al netto di alimentari ed energia – segna un +3,2% anno su anno, con un incremento mensile dello 0,3%, valori sostanzialmente in linea con le attese di consenso. Si tratta di livelli ancora superiori al target del 2% della Fed, ma coerenti con una dinamica di graduale raffreddamento rispetto ai picchi degli anni precedenti, pur in presenza di pressioni residuali legate al costo dell’energia e alla tenuta del mercato del lavoro.
I più recenti dati sul lavoro, con i Non‑Farm Payrolls di inizio maggio 2026 che evidenziano una crescita occupazionale tuttora positiva e un tasso di disoccupazione contenuto, confermano un’economia in espansione moderata e un mercato del lavoro che mostra segnali di solo parziale raffreddamento. Questo mix – tassi ufficiali stabili su livelli restrittivi ma non più ai massimi del ciclo, inflazione in fase di discesa graduale ma ancora sopra target, mercato del lavoro resiliente – continua a sostenere il comparto azionario e, in particolare, il segmento ad alta capitalizzazione tecnologica rappresentato dal Nasdaq 100.
Al tempo stesso, rende il listino esposto al rischio di riaggiustamenti rapidi delle valutazioni qualora le prossime letture su inflazione, salari o PCE dovessero sorprendere al rialzo, costringendo la Fed a mantenere i tassi elevati più a lungo del previsto. In tale contesto, ogni nuova tornata di trimestrali delle Big Tech e ogni aggiornamento sulle guidance diventeranno catalizzatori cruciali per confermare o meno la sostenibilità del rally oltre quota 29.000–30.000 punti.

La lettura più recente conferma un mercato ancora impostato al rialzo, ma con una partecipazione al movimento non del tutto omogenea: la forza dell’Nasdaq 100 continua a poggiare soprattutto su un numero ristretto di mega cap legate a IA, cloud e semiconduttori, mentre l’ampiezza del rialzo resta più debole rispetto alla performance dell’indice. Questa asimmetria rende il quadro tecnico più vulnerabile a prese di profitto sui leader, perché un’eventuale correzione dei titoli più pesanti in ponderazione può tradursi in una compressione rapida dell’indice anche in assenza di un deterioramento generalizzato del mercato.
A inizio maggio 2026 il Nasdaq 100 si muove su massimi storici e ha superato con decisione la soglia psicologica dei 28.000 punti, con indicazioni di forza che hanno portato il mercato fino all’area 28.300 nelle sedute più recenti. In questo contesto, la struttura di fondo resta chiaramente rialzista, ma l’oscillazione dell’RSI in zona di ipercomprato segnala che il mercato è avanzato e quindi più sensibile a correzioni tattiche o a fasi di consolidamento. La lettura operativa resta quindi costruttiva, ma richiede selettività sugli ingressi e disciplina nella gestione del rischio.
Sul fronte dei livelli, la prima area di sostegno si colloca ora in corrispondenza di 27.710 punti, ex resistenza diventata supporto dopo il breakout, seguita dalla fascia 27.000-26.500 come zona di appoggio intermedia più rilevante. Una perdita di quest’ultima aprirebbe spazio a un ritracciamento verso 26.400-26.000 punti, area dove il mercato avrebbe ancora margine per restare dentro una struttura rialzista di medio periodo, ma con momentum molto più fragile. In estensione, il superamento stabile di 28.300 punti rafforzerebbe l’ipotesi di nuovi allunghi verso 28.500 e oltre, mentre il mercato resterebbe esposto a correzioni se la rottura dei massimi non fosse accompagnata da ampiezza in miglioramento.
Il quadro macro recente continua a sostenere l’idea di una Fed prudente: nella riunione del 29 aprile 2026 il Federal Reserve ha lasciato invariato il target range del federal funds rate a 3,50%-3,75%. Sul fronte inflazione, il dato PCE di marzo 2026 ha mostrato un indice headline a +3,5% su base annua e un core a +3,2%, un livello ancora distante dall’obiettivo del 2% e sufficiente a mantenere restrittiva la narrativa della banca centrale. Sul mercato del lavoro, l’ultimo Non-Farm Payrolls di aprile 2026, pubblicato l’8 maggio, ha segnato +115.000 posti, con disoccupazione ferma al 4,3%: un dato che non segnala recessione, ma conferma un raffreddamento graduale rispetto ai ritmi del ciclo precedente.
La stagione delle trimestrali resta un fattore decisivo per la tenuta dell’indice, perché il listino continua a dipendere in modo marcato dalle grandi piattaforme tecnologiche e dai colossi dell’hardware e dell’infrastruttura digitale. Le attese di mercato restano concentrate su NVIDIA, con pubblicazione prevista per il 20 maggio 2026, mentre il flusso dei risultati delle grandi Big Tech continua a funzionare da cassa di risonanza per l’intero comparto. Se i numeri dovessero confermare la crescita degli utili e delle guidance, il rally potrebbe estendersi; in caso contrario, la combinazione tra valutazioni elevate e breadth fragile potrebbe favorire una rotazione brusca fuori dai leader.