
Il Nasdaq opera in un contesto di crescita USA più debole: il PIL Q1 2026 è stato rivisto al +1,6% (da +1,7%).
Ad aprile, la spesa reale delle famiglie è salita solo dello 0,1%, mentre il reddito disponibile reale è calato per il terzo mese consecutivo (–0,5%) e il tasso di risparmio è sceso al 2,6% (minimi da quasi quattro anni). I consumi tengono ma erodono risparmio, e gli investimenti core in beni strumentali (ex difesa e aerei) sono scesi dell’–1,1%. Quadro di resilienza superficiale ma fragilità sottostante.
L’inflazione si è irrigidita: PCE headline al 3,8% annuo (massimo dal 2023) e core al 3,3%, spinta anche dall’energia legata al conflitto Iran–USA. Le attese di tagli sono rinviate: probabilità di rialzo a luglio all’11% (CME FedWatch).
La Fed ha lasciato i tassi al 3,50%–3,75%, ma i verbali segnalano ma aggiore preoccupazione e apertura a ulteriori strette se l’inflazione non converge al 2%. Il mercato prezza una pausa prolungata nei tagli fino a fine 2027 (circa 90% per giugno e sett aembre). Prossima riunione: 16–17 giugno 2026 con nuove proiezioni.
Performance di Mercato Settimanale
Wall Street estende a nove settimane i rialzi (record dal 2023). S&P 500 a 7.580 punti (nuovi massimi), Nasdaq Composite oltre 26.972 (+0,26% settimanale), Dow Jones a 51.032 (+0,72%). Il Nasdaq chiude maggio a +8%, trainato dalle megacap tech. Circa il 60% della performance YTD dell’S&P 500 è guidato da Nvidia, Microsoft, Meta, Alphabet e Amazon; i primi 10 titoli pesano il 34% dell’indice, massimo storico.
Trimestrali delle Megacap Tecnologiche
Earnings molto solidi: Dell +33% in una seduta, Snowflake +37% con outlook alzato. Micron supera il trilione di dollari dopo upgrade UBS. Nvidia segna +147% YTD e supera Apple come seconda per capitalizzazione (oltre 3.000 miliardi). Il tech continua a sostenere le valutazioni del Nasdaq, pur con traiettoria meno lineare.
Settimana 1–5 giugno: dati sul lavoro USA (sussidi), interventi Fed pre-meeting 16–17 giugno e prosecuzione delle trimestrali Q1.
Per un indice concentrato come il Nasdaq, reazioni di megacap a macro ed utili guidano l’andamento. La combinazione di utili solidi e inflazione persistente aumenta la volatilità: dati su PCE, occupazione e comunicazione Fed influenzano rapidamente rendimenti e valutazioni tech.
Buone trimestrali e guidance sostengono il rialzo; delusioni isolate possono amplificare correzioni.
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Dal punto di vista tecnico, il Nasdaq 100 mantiene una struttura di medio periodo coerente con una tendenza primaria rialzista.
La chiusura del 29 maggio 2026 dell’indice Nasdaq 100 intorno a 30.333 punti, con massimi giornalieri oltre 30.470 e prezzi recenti del future E-mini Nasdaq 100 giugno 2026 nell’area 30.385–30.405, colloca il mercato nella parte alta del range delle ultime settimane. In questo contesto, sul Nasdaq 100 le medie mobili a 20, 50 e 200 periodi restano i riferimenti dinamici principali: la 20 periodi descrive il momentum di breve, la 50 periodi il trend intermedio, la 200 periodi la direzione di fondo.
Quando queste medie risultano disposte in ordine crescente (prezzo sopra la 20, la 20 sopra la 50, la 50 sopra la 200) e con pendenza positiva, la lettura tecnica è quella di un trend ordinato e strutturalmente sano.
Finché le quotazioni del Nasdaq 100 rimangono sopra le medie di breve e medio periodo, eventuali ritorni verso tali livelli possono essere interpretati come ritracciamenti fisiologici all’interno della struttura rialzista e non come segnali di rottura del quadro di fondo. La soglia di attenzione diventa una chiusura giornaliera stabilmente al di sotto delle medie chiave, perché in quel caso l’indice inizierebbe a uscire dalla sua configurazione più costruttiva.
Applicare una regressione lineare al Nasdaq 100 Pepperstone su TradingView consente di costruire un canale statistico ancorato alla tendenza più recente. La linea mediana del canale rappresenta l’asse di equilibrio del movimento: quotazioni stabilmente sopra questa linea indicano una forza relativa positiva dell’indice, mentre una permanenza al di sotto segnala un momentum più debole e una maggiore probabilità di fasi di consolidamento o di correzione.
Con prezzi del Nasdaq 100 e del future di giugno 2026 posizionati nella parte alta del canale, in prossimità delle resistenze storiche oltre area 30.000, il movimento resta coerente con un trend rialzista esteso, ma richiede attenzione per l’eventuale aumento delle prese di profitto.
La fascia superiore del canale assume il ruolo di resistenza dinamica: test ripetuti di quest’area possono generare fasi di rallentamento o lateralità senza implicare necessariamente una inversione, a patto che il prezzo resti all’interno del canale e sopra la mediana.
La price action del Nasdaq 100 va letta in relazione alla posizione dei prezzi rispetto a supporti, resistenze e medie mobili. In prossimità dei massimi recenti, pattern candlestick come doji, shooting star o engulfing ribassisti assumono un significato di possibile esitazione del mercato, soprattutto se compaiono su livelli psicologici come area 30.000–31.000 sull’indice.
Queste configurazioni non implicano di per sé una inversione, ma diventano rilevanti se trovano conferma nelle candele successive e in eventuali rotture di minimi di breve periodo.
In una struttura ancora solida, candele di compressione e piccole figure di indebolimento dopo una fase di salita possono indicare semplicemente una pausa tecnica. La chiave rimane la sequenza di swing: finché il Nasdaq 100 continua a costruire massimi e minimi crescenti, la struttura del trend resta intatta. Segnali più significativi arriverebbero invece da rotture confermate di swing low importanti, accompagnate da chiusure al di sotto di supporti statici e dinamici.
L’RSI applicato al Nasdaq 100 sul NAS100 Pepperstone è particolarmente utile come misura della forza relativa del movimento. In un contesto rialzista, valori stabilmente superiori a 50 indicano che il momentum rimane favorevole alla parte compratrice, mentre la discesa sotto 50 segnala un indebolimento più strutturale della spinta.
In presenza di prezzi vicini ai massimi storici o di periodo, condizioni di RSI elevato descrivono più una fase di estensione del trend che un segnale automatico di inversione.
Le divergenze tra prezzo e RSI diventano un elemento di attenzione: nuovi massimi del Nasdaq 100 non accompagnati da nuovi massimi dell’RSI indicano una perdita di forza interna che, se confermata da rotture di supporti, può precedere fasi correttive più ampie. Viceversa, un RSI che mantiene una struttura coerente, senza divergenze negative evidenti, e un prezzo che continua a lavorare vicino alle resistenze suggeriscono una struttura di forza ancora integra, pur in un contesto di valutazioni elevate.
Sull’indice Nasdaq 100 cash (NDX), la seduta del 29 maggio 2026 evidenzia un’area di minimo intraday sotto 30.100 punti e un massimo sopra 30.470, con chiusura intorno a 30.333 punti.
In ottica tecnica, il primo supporto di breve può essere identificato nell’area dei minimi recenti, mentre la resistenza immediata coincide con il massimo della stessa fase.
Sui grafici Nasdaq 100 di Pepperstone su TradingView, questi livelli si riflettono come zone chiave dove in passato si è concentrata liquidità e si sono definiti i punti di equilibrio tra domanda e offerta.
Sul future E-mini Nasdaq 100 giugno 2026, le ultime quotazioni nell’area 30.385–30.405, con un range giornaliero che ha visto massimi oltre 30.536 e minimi in area 30.216, delineano una zona di controllo importante per i prezzi. In questo caso, la combinazione di supporti statici (minimi relativi del recente movimento), resistenze (massimi recenti) e livelli dinamici (medie mobili, canale di regressione) offre un quadro più completo rispetto all’uso isolato di un singolo indicatore.
Nel complesso, il Nasdaq 100 si trova in una fase in cui la direzione di fondo resta leggibile in chiave positiva, ma i livelli intorno ai massimi storici richiedono una lettura attenta della qualità del movimento. La tenuta dei supporti di breve e la gestione dei test sulle resistenze sono gli elementi tecnici principali da monitorare, senza che questo implichi, in alcun modo, indicazioni di acquisto o vendita.

Le letture più recenti continuano a descrivere un Nasdaq‑100 impostato al rialzo, ma con una breadth solo parzialmente convincente: la spinta resta concentrata in un nucleo ristretto di mega‑cap come NVIDIA, Apple, Microsoft, Meta e Alphabet, mentre il resto dell’indice mostra una partecipazione più intermittente rispetto alla forza del benchmark.
Questa dinamica è coerente con l’elevata concentrazione che caratterizza Nasdaq‑100, che ha una struttura che amplifica la performance nelle fasi direzionali ma aumenta anche la sensibilità dell’indice a prese di profitto sui leader, dato che una correzione coordinata sulle big tech può tradursi in un arretramento dell’indice più marcato del deterioramento medio dei componenti.
In termini di ampiezza, il quadro resta quindi positivo ma non pienamente corale. Il mercato è ancora forte, ma meno diffuso rispetto alle fasi rialziste più sane, nelle quali la partecipazione tende ad allargarsi oltre il ristretto gruppo delle big tech e gli indici equal‑weight o le versioni più diversificate dell’universo Nasdaq‑100 tendono a sovraperformare il paniere pesato per capitalizzazione.
Sul CFD NAS100 di Pepperstone su TradingView, la price action ha completato il superamento dell’area psicologica dei 29.000 punti e della successiva resistenza in zona 29.600‑29.700, estendendo ora il movimento fino in area 30.400 punti, in piena fase di nuovi massimi.
La struttura di fondo resta chiaramente rialzista, con una sequenza ordinata di massimi e minimi crescenti dal bottom di marzo e una gamba più recente che si è trasformata in una vera e propria accelerazione sopra i 30.000, confermando il controllo del lato long sul breve/medio periodo.
Sul fronte della volatilità, il quadro resta coerente con una fase avanzata ma non ancora deteriorata. Il VXN, dopo aver toccato area 24‑25 a metà maggio, si è raffreddato verso una chiusura a 22,92 il 28 maggio 2026, indicando un mercato ancora “caldo” ma non in modalità di stress, coerente con un contesto di consolidamento sui massimi o di estensione controllata più che con un’inversione strutturale. In questo scenario, il Nasdaq‑100 rimane sensibile a correzioni tattiche, ma finché gli storni restano contenuti sopra i principali supporti, l’impostazione va letta come una fase di trend rialzista maturo e non come un top definitivo.
Con NAS100 in area 30.400 punti, la prima area di sostegno rilevante resta la fascia 29.600‑29.700 punti, ex resistenza e ora primo supporto dinamico di breve: una discesa ordinata sopra o verso quest’area rientrerebbe nello schema di semplice pull‑back sul breakout dei massimi precedenti. Più in basso, la zona 27.800‑28.000 punti continua a rappresentare il principale supporto strutturale di breve/medio periodo, legato ai breakout di inizio maggio e all’area di equilibrio del trend: la sua tenuta mantiene intatto il quadro rialzista di fondo, relegando eventuali discese a correzioni intermedie del movimento partito a marzo.
La banda 27.000‑27.200 punti resta il supporto intermedio chiave: una rottura netta e confermata sotto quest’area aumenterebbe il rischio di un’estensione correttiva verso 26.400‑26.000 punti, livello dove l’indice potrebbe ancora rimanere in una struttura positiva di medio periodo, ma con un momentum decisamente ridimensionato e una price action più laterale/correttiva.
Sul lato opposto, con 30.000 punti ormai superati, la resilienza del movimento sopra 30.400 diventa un test importante: la tenuta sopra 30.000 e l’eventuale costruzione di basi di consolidamento sopra 29.600‑29.700 rafforzerebbero lo scenario di semplice estensione del trend, mentre una rapida riconquista al ribasso di queste aree, in presenza di prese di profitto coordinate sulle mega‑cap, aumenterebbe la probabilità di una fase correttiva più ampia.